Irritazioni e allergie: spesso è una questione di trattamento chimico delle fibre

Prendo spunto da questa notizia, che ho letto grazie al sito internet dell’Associazione Tessile e Salute:

Scarpe cinesi tossiche, Guariniello ordina sequestri nel torinese. Corriere.it, 30 aprile 2012.
Le scarpe sequestrate dai NAS sono state inviate all’Associazione Tessile e Salute che ha avviato le analisi, rilevando quantitativi molto alti di Cromo esavalente (agente allergizzante e cancerogeno).”

Non è la prima volta che leggiamo una notizia di questo tipo, in questo caso riguarda scarpe, in tanti altri casi prodotti di abbigliamento.

La scelta della biancheria intima richiede attenzione

Noi produciamo biancheria intima. E un capo intimo richiede attenzione: va direttamente a contatto con la pelle nelle zone più delicate del nostro corpo. Noi la sentiamo questa responsabilità: stiamo molto attenti nella scelta dei tessuti e nel cercare di risalire sempre a tutti i trattamenti chimici che hanno subito prima di essere pronti per diventare biancheria.

Ma c’è bisogno anche dell’attenzione di chi compra. Eppure c’è spesso molta superficialità e scarsa cura, proprio nella scelta dei capi più importanti: slip, mutandine, boxer. Che si trasforma in tanta e giusta preoccupazione quanto compaiono lesioni della pelle o irritazioni nelle parti intime.
Queste irritazioni possono avere varie cause:

  • Allergie a specifici materiali sintetici (rare).
  • Irritazioni da sfregamento meccanico (molto frequenti), spesso causate da un punto di attrito come il filo di cucitura (se ti interessa approfondire ho scritto A proposito di cuciture: irritazioni, materiali, lavorazioni).
  • Chiazze e arrossamenti dovuti a reazioni chimico-allergiche – sono in forte aumento, e tanti dermatologici ne sono allarmati.

Se ci pensiamo bene, quello che viene a contatto con la pelle non è tanto la fibra, ma il trattamento chimico che permea o riveste la fibra nella colorazione finale. Anche se il capo è bianco!

Attenzione alle irritazioni: cosa controllare in un capo intimo

Aldilà delle diverse caratteristiche fisiche delle fibre, quando acquisti un capo intimo dovresti sempre controllare due cose:

  1. dove sono stati eseguiti i trattamenti di colorazione e finissaggio
  2. e da quale tintoria.

Specifico dove, perché in Italia ci sono controlli rigorosi e, da molti anni, le sostanze che si possono utilizzare sono sicure e certificate. Ciò purtroppo non succede in altri paesi, ad esempio in Cina dove, in assenza di una legislazione che tuteli il consumatore, tante aziende producono in linea con gli standard europei e americani, ma tante altre invece possono continuare a usare coloranti (ad esempio gli azoici) e altre sostanze riconosciute come dannose.

Una curiosità: il centro tessile cotoniero di Busto Arsizio – unico ente italiano riconosciuto internazionalmente per i test chimico-fisici – dichiara che i test più rigorosi sui capi “made in Italy” destinati all’export sono quelli richiesti… dalla CINA. Si, avete capito bene, proprio dalla Cina, che ha il terrore di importare dall’Italia prodotti non sicuri magari realizzati da loro stessi!

Ecco perché aldilà di cartellini, certificazioni, etichettature (per carità, importanti, ma anche tanto facilmente falsificabili) attraverso i testi pubblicati in questo blog vorremmo far conoscere e trasmettere quali sono le nostre conoscenze maturate sul campo, “farina del nostro sacco” frutto di ormai 30 anni di serietà nel lavoro.

Per saperne di più

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