Dove va l’intimo? Uno sguardo al settore dell’intimo, da insider

Biancheria e abbigliamento intimo, sia online che offline (cioè nella classica distribuzione e vendita in negozi, supermercati e grandi magazzini) stanno sempre più orientandosi secondo tre grandi categorie produttive e distributive:

  • il segmento economico – dove il prezzo è il fattore più importante – rigorosamente di importazione (80% cinese): una giungla all’interno della quale si può davvero trovare di tutto, dal seamless allo slip di cotone a meno di 1 euro, dal reggiseno venduto a meno di 3 euro alla canotta da donna elasticizzata dove 3 pezzi si acquistano con 5 euro, e chi più ne ha più ne metta.
  • Il segmento medio – dove il rapporto qualità/prezzo è il fattore più importante – a volte d’importazione ma spesso ancora prodotto in Italia (come nel nostro caso): si va dal capo d’importazione di una griffe “glamour” o “trendy” per giovani e teen-ager al capo “Made in Italy” simply e basic con tessuti di prim’ordine ma prezzo competitivo; ma anche allo slip o reggiseno per signora molto “costruito” di marchi noti – come Lovable, Triumph ,ecc. – dove l’incidenza elevata dei costi commerciali e del costo delle tante lavorazioni sul capo viene abbattuta trasferendo queste ultime nei paesi dell’est europa o del medio oriente.
  • Il segmento alto – nel quale la qualità dei materiali e delle esecuzioni è al top – e dove il prezzo “deve” essere elevato per adeguarsi alle caratteristiche di esclusività del marchio: in questa fascia la fanno da padroni i marchi e le griffe più conosciute del “Made in Italy” ma non solo. Il capo “deve costare molto”: in alcuni casi il prezzo è giustificato da un’esecuzione particolarmente raffinata, in altri casi è scandalosamente troppo alto in relazione alla qualità.

La distribuzione

Nel primo caso – quello del segmento economico – i canali distributivi all’ingrosso possono essere anche piuttosto opachi. Troviamo capi di questo tipo nei mercati ambulanti e rionali, nelle grandi superfici di vendita gestite da persone di nazionalità prevalentemente cinese, ma anche nella grande distribuzione organizzata, outlet e mega-store generalisti.

Nel secondo caso – quello al quale ci sentiamo di appartenere – la distribuzione è quella classica dei negozi specializzati, delle mercerie, dei negozi di abbigliamento e intimo, a volte anche di banchi ambulanti che puntano al Made in Italy e sanno differenziarsi anche nelle vendite “in piazza”.
Alcuni, come noi, sono arrivati alla vendita diretta al pubblico, prima con un proprio punto vendita e poi online, dopo aver verificato le difficoltà di concorrere con marchi affermati dai prezzi allettanti (e chissenefrega dove e come sono stati prodotti).

Nel terzo caso – il settore del lusso – il mercato interno ha subito una forte contrazione, mentre tiene e si incrementa il successo di questi brand verso l’estero con paesi come la Cina, la Russia e altri che continuano a “tirare”. Le boutique più affermate e i negozi monomarca – soprattutto nelle grandi città a vocazione turistica  – sono il canale commerciale privilegiato della biancheria intima di alta gamma.

Un discorso a sé merita il fenomeno molto importante dei negozi monomarca – localizzati prevalentemente presso i centri commerciali – come Intimissimi, Yamamay, Tezenis, solo per citarne tre – che si sono affermati con ottimo successo grazie alla capacità di ruotare con velocità capi e colori interpretando al volo tendenze e stagionalità in particolare per le teen-ager alle quali interessa il look e la moda ma di certo non la provenienza o l’etica di un prodotto.

Il nostro obiettivo?

Intanto farci conoscere, soprattutto online.
Poi allargare la gamma dei capi e dei servizi offerti (anche capi su misura).
E ovviamente, senza tanti giri di parole, incrementare le vendite per sostenere la produzione. Perché altri del nostro segmento hanno deciso di spostare le lavorazioni all’estero per risparmiare, noi ci teniamo a continuare a produrre qui. Ad essere non solo Made in Italy, ma Made in Cotignola.

Commenti

  • È una disamina precisa e interessante, che mi chiarisce le idee e conferma alcune impressioni che avevo già fatto mie precedentemente.

  • Molto interessante la tematica e avevo anche letto che ci saranno delle evoluzioni a breve

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